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	<title>Comments on: CAMMINANDO PER NEW YORK</title>
	<link>http://alberghi-newyork.com/blog/vivere-new-york/camminando-per-new-york</link>
	<description>La Guida di New York</description>
	<pubDate>Sun, 20 May 2012 09:32:07 +0000</pubDate>
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		<title>by: Pedro</title>
		<link>http://alberghi-newyork.com/blog/vivere-new-york/camminando-per-new-york#comment-138</link>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 21:10:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://alberghi-newyork.com/blog/vivere-new-york/camminando-per-new-york#comment-138</guid>
					<description>Penso si possa dire se non conosci New York non conosci il mondo! Una citta che è un mondo. A new York trovi tutti, di tutto e per tutti.
La città più cosmopolita del mondo, la più eccentrica e rivoluzionaria. A New York mi legano tanti ricordi. Ci sono stato per lavoro tante volte e per un periodo facevo praticamente avavti e indietro tutte le settimane. Ho avuto modo di farla scoprire a tante persone. Certo per scoprirla non basterebbe una vita. A New York non trovi i monumenti, ma trovi la cultura, le novità, le tendenze, le mode. Se cerchi un'ispirazione New York te la da. 
Oggi con il dollaro cosi basso bisogna assolutamente approfittare per conoscerla. Certo chi non c'è stato non potrà mai più vedere le torri gemelle! Al suo posto ora tanta tristezza e foto ricordo, per non dimenticare.
Questa è anche New York, tristezza e allegria, poverta e lusso sfrenato.
Ciao New York.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso si possa dire se non conosci New York non conosci il mondo! Una citta che è un mondo. A new York trovi tutti, di tutto e per tutti.<br />
La città più cosmopolita del mondo, la più eccentrica e rivoluzionaria. A New York mi legano tanti ricordi. Ci sono stato per lavoro tante volte e per un periodo facevo praticamente avavti e indietro tutte le settimane. Ho avuto modo di farla scoprire a tante persone. Certo per scoprirla non basterebbe una vita. A New York non trovi i monumenti, ma trovi la cultura, le novità, le tendenze, le mode. Se cerchi un&#8217;ispirazione New York te la da.<br />
Oggi con il dollaro cosi basso bisogna assolutamente approfittare per conoscerla. Certo chi non c&#8217;è stato non potrà mai più vedere le torri gemelle! Al suo posto ora tanta tristezza e foto ricordo, per non dimenticare.<br />
Questa è anche New York, tristezza e allegria, poverta e lusso sfrenato.<br />
Ciao New York.
</p>
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		<title>by: Luca</title>
		<link>http://alberghi-newyork.com/blog/vivere-new-york/camminando-per-new-york#comment-9</link>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 19:48:55 +0000</pubDate>
		<guid>http://alberghi-newyork.com/blog/vivere-new-york/camminando-per-new-york#comment-9</guid>
					<description>Ho tanti flash di ricordi di bambino su New York: ci sono stato nel 1979 quando avevo sette anni e non ci sono più tornato.
Il furgoncino che, attraverso larghissime strade e autostrade, ci ha portato dall'aeroporto al Barbizon Plaza Hotel (che credo abbia cambiato nome)  vicino al Central Park, che abbiamo girato sulla carrozzella di un esoso italiano...la finestra della stanza era bloccata, tanto c'era l'aria condizionata fissa, ma in bagno un cartello invitava a spegnere la luce per non sprecare energia...i macchinoni visti nei film, l'autista &quot;nero&quot; (si diceva così) che mi ha fatto curiosare nella limousine mentre il proprietario non c'era...le auto della polizia, dei pompieri, gli agenti a cavallo...il giro in elicottero, la visita alla Statua della Libertà, mio padre che litigava con un distributore self-service all'ultimo piano dell'Empire State Building (abbondantemente superato in altezza dalle Torri Gemelle)... La conversazione al &quot;telefono rosso&quot; dell'hotel tra mia madre e il Direttore per avere il risarcimento danni causa effrazione di una valigia nel guardaroba della camera...Il tour della città in pullmann, ripartito puntualissimo con il nostro bagaglio, poi recuperato a fatica, il Palazzo delle Nazioni Unite, il Ponte di Brooklyn (quello della gomma)...Il cameriere che la mattina portava la colazione in camera e approntava il tutto sull'apposito tavolo, unico motivo per interrompere la mia sacra seduta davanti al televisore che trasmetteva cartoni animati dalle 6 di mattina...La corsa nello &quot;yellow cab&quot; guidato dal tassista probabilmente ubriaco, che mentre beveva da una bottiglia avvolta di carta e attraversava gli incroci perpendicolari a manetta, s'informava della situazione dei comunisti in Italia (&quot;What about comunists??&quot; - con una pronuncia che faceva pensare più ai 'camionisti', diciamo)...Le strade principali di una scrostata Harlem un po' me le ricordo ma China Town e Little Italy proprio no, anche se i miei genitori continuano a sostenere che ci siamo stati...
Spero che ci rivediamo presto, Grande Mela...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho tanti flash di ricordi di bambino su New York: ci sono stato nel 1979 quando avevo sette anni e non ci sono più tornato.<br />
Il furgoncino che, attraverso larghissime strade e autostrade, ci ha portato dall&#8217;aeroporto al Barbizon Plaza Hotel (che credo abbia cambiato nome)  vicino al Central Park, che abbiamo girato sulla carrozzella di un esoso italiano&#8230;la finestra della stanza era bloccata, tanto c&#8217;era l&#8217;aria condizionata fissa, ma in bagno un cartello invitava a spegnere la luce per non sprecare energia&#8230;i macchinoni visti nei film, l&#8217;autista &#8220;nero&#8221; (si diceva così) che mi ha fatto curiosare nella limousine mentre il proprietario non c&#8217;era&#8230;le auto della polizia, dei pompieri, gli agenti a cavallo&#8230;il giro in elicottero, la visita alla Statua della Libertà, mio padre che litigava con un distributore self-service all&#8217;ultimo piano dell&#8217;Empire State Building (abbondantemente superato in altezza dalle Torri Gemelle)&#8230; La conversazione al &#8220;telefono rosso&#8221; dell&#8217;hotel tra mia madre e il Direttore per avere il risarcimento danni causa effrazione di una valigia nel guardaroba della camera&#8230;Il tour della città in pullmann, ripartito puntualissimo con il nostro bagaglio, poi recuperato a fatica, il Palazzo delle Nazioni Unite, il Ponte di Brooklyn (quello della gomma)&#8230;Il cameriere che la mattina portava la colazione in camera e approntava il tutto sull&#8217;apposito tavolo, unico motivo per interrompere la mia sacra seduta davanti al televisore che trasmetteva cartoni animati dalle 6 di mattina&#8230;La corsa nello &#8220;yellow cab&#8221; guidato dal tassista probabilmente ubriaco, che mentre beveva da una bottiglia avvolta di carta e attraversava gli incroci perpendicolari a manetta, s&#8217;informava della situazione dei comunisti in Italia (&#8221;What about comunists??&#8221; - con una pronuncia che faceva pensare più ai &#8216;camionisti&#8217;, diciamo)&#8230;Le strade principali di una scrostata Harlem un po&#8217; me le ricordo ma China Town e Little Italy proprio no, anche se i miei genitori continuano a sostenere che ci siamo stati&#8230;<br />
Spero che ci rivediamo presto, Grande Mela&#8230;
</p>
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